Nella rubrica “Il Ribelle della Settimana” del sito Il Ribelle, questa settimana volgiamo lo sguardo verso un uomo che ha deciso di rompere il silenzio e dare voce a chi si sente «in attesa».
Parliamo di Filippo Maria Borsellino, portavoce del Comitato Famiglie Sospese – Vite in Attesa, un gruppo che rappresenta famiglie rimaste ostaggio di cantieri bloccati, promesse non mantenute e attese infinite.
Borsellino assume un ruolo di guida in questa battaglia sociale: il Comitato che rappresenta migliaia di nuclei familiari che hanno acquistato una casa in costruzione a Milano e che ora vivono in una condizione di sospensione, a causa di indagini urbanistiche, cantieri bloccati e un sistema istituzionale che non fornisce risposte immediate.
Ha promosso azioni forti, tra cui uno sciopero della fame itinerante davanti ai cantieri bloccati, per sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica.In un contesto dove la casa è simbolo di sicurezza, stabilità e futuro, la battaglia del Comitato Famiglie Sospese lanciata da Borsellino diventa significativa perché ricorda che gli “investimenti di vita” non devono trasformarsi in trappole di attesa; perché sollecita le istituzioni affinché agiscano con tempi certi e infine perché l’attesa prolungata genera danni sociali: ansia, perdita di fiducia, precarietà.
Filippo ha dimostrato che la voce di chi è “invisibile” può farsi sentire, se organizzata e determinata, senza bisogno di impiegare violenza e guerriglia urbana.
In un’Italia che spesso vede la casa come un diritto fondamentale, la vicenda delle “famiglie sospese” rappresenta una ferita aperta.
Grazie all’iniziativa di Filippo Maria Borsellino e del suo comitato, quel grido d’aiuto viene trasformato in impegno concreto.
Ecco perché lo eleggiamo “Il Ribelle della Settimana”: per la capacità di mettere al centro della scena chi rischia di restare ai margini.
