Di cosa ti sei occupato durante la tua esperienza in Municipio?

Mi sono occupato principalmente di sicurezza, mobilità e verde.
Purtroppo la maggioranza di sinistra in Municipio è spesso poco propensa al confronto e al dialogo, rendendo difficile lavorare in modo costruttivo su molti temi.

Quale candidato vorresti per il centrosinistra a Milano?
Lorenzo Pacini perchè è un volto giovane che punta a rifondare il partito molto a sinistra. Ha idee molto chiare, ma anche estremamente radicali, che considero pericolose e lontane dal mio modo di vedere la città. Nonostante abbiamo idee diametralmente opposte, ne apprezzo la tenacia e l’autenticità.

Se però dovessi fare un nome “strategico”, sceglierei lui: ritengo che sarebbe il candidato meno competitivo e quello che offrirebbe più possibilità al centrodestra di vincere.

Che profilo dovrebbe avere invece il candidato sindaco del centrodestra?

Serve un profilo politico vero, una figura autorevole con una visione di lungo periodo e che conosca a fondo la macchina amministrativa e i quartieri della città.
Milano ha bisogno di programmazione, non di slogan o improvvisazione: bisogna pensare al futuro della città nei prossimi anni, non solo all’immediato consenso.

Come dovrebbe evolvere la coalizione di centrodestra?

Credo sia fondamentale innanzitutto l’unità del centrodestra e ritengo che, soprattutto nei grandi centri, serva allargare la coalizione verso il centro.
Perché no anche ai riformisti e ai liberali di Azione, Italia Viva, e a tutti quei cittadini delusi dal Partito Democratico e dall’amministrazione Sala.

La sicurezza a Milano: qual è la tua valutazione?

La sicurezza è oggi il problema principale della città.
È il risultato di anni di minimizzazione, se non di vera e propria negazione del problema, da parte del sindaco.
Solo recentemente l’amministrazione sembra essersi resa conto della gravità della situazione, nonostante le continue denunce che come Fratelli d’Italia portiamo avanti.
Servono più controlli, più presidio del territorio e un chiaro messaggio: a Milano chi sbaglia paga. Questo perché la sicurezza non è né di destra né di sinistra, è un diritto fondamentale di chi vive e lavora in città.

Sul caso del poliziotto a Rogoredo, qual è la tua posizione?

Il mio supporto va totalmente al poliziotto.
Si è trovato una pistola puntata contro e ha dovuto difendersi. In situazioni simili non si può criminalizzare chi indossa una divisa e mette a rischio la propria vita.

In quali tematiche senti di poter essere più utile?

Al di là dei grandi temi politici, sento molto forte il bisogno di avvicinare i giovani, miei coetanei, alla politica, soprattutto a quella locale, che incide direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini.
Mi piace l’idea di costruire una squadra di ragazzi nei vari municipi, per intervenire in modo più rapido e concreto sui problemi.
Inoltre lo sport è una mia grande passione e mi piacerebbe impegnarmi maggiormente su questo tema a livello comunale. Ma penso anche all’attivismo e al volontariato.