Ha vinto la paura

Mentre l'Associazione Nazionale Magistrati esulta, vigliaccamente, per la caduta del referendum sulla giustizia, mentre Travaglio e Company si pavoneggiano, intestandosi la paternità della vittoria del No, l'Italia affonda sui colpi della propaganda della paura. 

La campagna della sinistra e dei suoi giornali è stata improntata a spaventare gli italiani sul fatto che, in caso di vittoria del Sì, l'Italia sarebbe tornata indietro di 80 anni rivivendo il periodo fascista. 

La destra, invece, ha fatto campagna nel merito, dando voce a personalità dalla certa competenza, come magistrati, giuristi e cultori del diritto. 

C'è però un punto su cui non si può non soffermarsi. La maggioranza degli italiani, soprattutto dei giovani italiani, si sono ancora una volta dimostrati dei pecoroni. Tante volte in piazza contro qualcuno, ma quando si tratta di partecipare per cambiare radicalmente un paese, i giovani scelgono di essere vecchi e di rimanere con un sistema giudiziario che solo i paesi dittatoriali hanno. 

Insomma, ha vinto la paura di cambiare, ma quello che è certo è che la sinistra non ha nessun vento in poppa dopo questo risultato. Il voto referendario non si lega in alcun modo alle prossime politiche, dove, verosimilmente, l'affluenza tornerà a scendere, e gli italiani dovranno tornare a votare sulla credibilità delle coalizioni. Una credibilità che il centrosinistra, oggi, non ha.