19 Nov
19Nov

E’ accaduto qualcosa che non possiamo più considerare “eccezione”. Un ragazzo di 22 anni è stato brutalmente aggredito da una baby gang: rapinato di 50 euro, picchiato mentre era a terra, accoltellato. E’ accaduto in un luogo che dovrebbe essere controllato, alla moda, “sicuro”, ovvero la zona di Corso Como/via Rosales, Milano. Spesso, quando accadono azioni violente come questa, parte del discorso si concentra sull’identità della vittima: “era un bocconiano”, “studente …”, “di famiglia …”. Questo però è un errore concettuale. Che fosse uno studente della Università Bocconi oppure no non è il punto. I valori in gioco sono più grandi: il rispetto della persona, la tutela della vita, la sicurezza collettiva. Quando la violenza si abbatte su uno, ci riguarda tutti. Occorre non perdere il fatto cruciale: la fragilità del tessuto urbano, la facilità con cui un’aggressione esplode e fa danni permanenti. In questo caso la vittima resterà invalida.

La violenza giovanile a Milano: allarme rosso

Questo episodio non è un caso isolato. I segnali sono molti, e Milano – città che si vanta di essere capitale del lavoro, della moda, del design – rischia di perdere definitivamente la sua reputazione: il fatto è avvenuto alle 3 di notte, in una zona della movida; i cinque aggressori, tre minorenni e due maggiorenni, hanno agito con una ferocia inimmaginabile utilizzando un coltello, calci, a terra, mentre il ragazzo tenta di reagire.

Prevenzione assente

Serve un piano serio di prevenzione con maggiori controlli nelle zone della movida soprattutto nelle ore notturne; servono maggiori stanziamenti per telecamere, illuminazione, presenza di forze dell’ordine in modo visibile. Inoltre, se vogliamo educare le nuove generazioni, dobbiamo predisporre programmi nelle scuole che parlino di rispetto, di violenza, di cosa significa stare in gruppo e sapere dire no. In attesa di ciò, ci auguriamo che i responsabili vengano condannati con pene adeguate al grave fatto commesso.

Sindaco Sala, si prenda la responsabilità

Beppe Sala deve capire che questa città non è una vetrina se fuori controllo. La movida non può significare anarchia notturna ed il danno alla vittima di 22 anni è un danno alla città: un ragazzo ridotto invalido per 50 euro, per la ferocia di un branco. Non è solo un tema di ordine pubblico, non è nemmeno un tema che riguarda esclusivamente la città di Milano, è un tema di vita sociale, di fiducia nelle istituzioni, di futuro per i giovani.


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