Abbiamo rivolto alcune domande a Roberto Jonghi Lavarini sull’attualità politica e sulle voci di una sua possibile candidatura in Futuro Nazionale.
Ha ancora senso nel 2026 parlare di fascismo è antifascismo?
No, sono categorie ideologiche e politologiche del secolo e millenio scorsi. Il fascismo come fenomeno sociale complesso, che io personalnente giudico positivo, va consegnato ai veri storici, perchè ne facciano, finalmente, una analisi scientifica, seria e obbiettiva.
Futuro Nazionale, il partito guidato dal Generale Vannacci, secondo Lei deve cercare un accordo con il centrodestra?
Sarebbe auspicabile che Futuro Nazionale potesse formare, da solo, un governo veramente sovranista e sociale, con a capo il Generale Vannacci e Gianni Alemanno come vice, ma, almeno in questa fase, non ci sono i numeri. Ne consegue che una alleanza, perlomeno tecnica elettorale, con il centrodestra, è ovvia e necessaria a bloccare la sinistra arcobaleno mondialista.
Nel 2027 ci saranno le elezioni comunali a Milano. Chi vedrebbe meglio come candidato sindaco?
Giuseppe Cruciani e Paolo Del Debbio potrebbero essere dei buoni candidati di una vasta coalizione di riscossa civica. Ma se Futuro Nazionale fosse costretto ad andare da solo, il vecchio leone Piergianni Prosperini, con la sua grande esperienza politica e amministrativa, e vasta conoscenza della società milanese, sarebbe l'ideale candidato di bandiera.
Sarebbe pronto a impegnarsi direttamente in campagna elettorale e candidarsi con Futuro Nazionale oppure con Fratelli d’Italia?
Con Fratelli d'Italia fui candidato al parlamento nel 2018, risultando primo dei non eletti. Se non ci fosse stata l'infame sinistra inchiesta "lobby nera", poi finita in nulla, oggi sarei certamente deputato ma avrei già aderito a Futuro Nazionale perchè la Meloni, esattamente come Fini, ha tradito la destra italiana e, per decenza, dovrebbe togliere la gloriosa fiamma tricolore missina dal simbolo del suo partito.