Abbiamo intervistato Roberto Jonghi Lavarini storico esponente della destra sociale, attivo militante politico e promotore di diverse iniziative in Lombardia, Piemonte e Liguria, dove è molto radicato, con circoli e associazioni, conosciuto quanto spesso contestato.
Buongiorno Barone, partiamo subito da un tema scottante: la lobby nera esiste? Lei si definisce fascista?
Iniziamo bene questa intervista. A me piaciono le provocazioni... Andiamo per ordine... Per quanto riguarda la lobby nera, sono stato spesso coinvolto in polemiche politiche, mediatiche e giudiziarie ma, ad oggi, la mia fedina penale è ancora pulita, punto, tutto il resto sono stupide chiacchiere, di gente ignorante e invidiosa, spazzatura giornalistica e sinistra diffamazione. Fascista per me non è un insulto, lo sarei probabilmente stato in quello specifico spazio tempo, il mio giudizio storico su quel periodo è complessivamente positivo ma sono nato nel 1972 e ho iniziato a far politica nell 1986, a soli 14 anni, nel Movimento Sociale Italiano, quindi, semmai, sono post fascista, certo non anti. E non posso avere alcuna nostalgia per una esperienza non vissuta, se diamo il giusto significato alle parole.. Sono bianco e cristiano, di impostazione culturale evoliana, rispetto sinceramente tutti i popoli, razze, etnie, identità culturali e credenze religiose, che sono diverse tradizioni della stessa grande Tradizione. Altro è il giudizio politico su fenomeni e comportamenti...
Ci puó approfondire meglio questo ultimo punto?
Io credo che le differenze, anche quelle etnologiche, siano una ricchezza da tutelare e che ogni popolo abbia il sacrosanto diritto di vivere nella terra dei propri padri, patria appunto, secondo i propri usi e costumi. Per questo, l'emigrazione di massa e il meticciato sono fenomeni negativi, a prescindere dai problemi economici e sociali, di convivenza e di sicurezza. La remigrazione è un gesto d'amore...
Lei vede quindi un pericolo nell'immigrazione?
Certo, quando la popolazione allogena supera il 10%, mette in crisi la società autoctona. Sono dati sociologici ed etologici risaputi, e questo è quello che sta succedendo in molte metropoli europee. In alcuni quartieri gli allogeni stranieri sono addirittura maggioranza e iniziano a comandare, a discapito degli autoctoni locali. La legge islamica è assolutamente incompatibile con la nostra civiltà europea e cristiana. Chi non vuole o non può essere integrato va aiutato a tornarsere al suo paese, dove potrà vivere come preferisce...
Anche alla luce dei recenti fatti di cronaca, secondo lei l'Islam è quindi un pericolo?
L'Islam è un fenomeno storico, culturale e religioso molto complesso ed eterogeneo, che va rispettato, sopratutto dove, lontano da noi, si è sviluppato e radicato, nel corso dei secoli. Altro è la condanna netta dell'estremismo e terrorismo islamista (wahabita e salafita), dell'invasione e islamizzazione dell'Europa. Ma il pericolo, per la pace nel mondo, non è solo questo, anzi...
Quali sarebbero gli altri pericoli?
L'ideologia modernista occidentale (relativismo, laicismo, materialismo consumismo, edononismo, meticciato e gender) che sta erodendo la società tradizionale cristiana dal suo interno. E poi il sionismo internazionale. Facciamo un ripasso storico scientifico... Semiti sono tutti gli abitanti di quella zona del Medio Oriente, quindi, oltre agli israeliani ebrei, anche i palestinesi mussulmani e cristiani. L'ebraismo è una credenza religiosa che accomuna i discendenti di Mosè che non hanno riconosciuto in Gesù Cristo il Messia (anzi lo hanno fatto crocifiggere), e le tribù cazare delle steppe nord caucasiche, convertitesi successivamente. Il sionismo è invece un movimento politico ideologico, relativamente recente, razzista e suprematista, talmudico e messianico, terrorista e colonialista. Io rispetto gli ebrei, come tutti i fedeli di altre credenze, difendo i diritti dello stato di Israele e i suoi legittimi confini indicati dall'ONU, ma condanno il sionismo che, con sopprusi e violenze, corruzione e ricatti, terrorismo e guerre di aggressione, vuole costruire la mitologica Grande Israele, cacciare mussulmani e islamici da Gerusalemme, radere al suolo le due moschee della spianata del muro del pianto, per ricostruire il tempio di Salomone e accelerare la venuta del loro messia che, secondo loro,p li aiuterà a governare il mondo intero. Questo è quello che credono e portano avanti, sentendosi popolo eletto, infischiandosene di ogni diritto internazionale e regola morale, come vediamo chiaramente a Gaza e in Libano, in Siria ed Iran.
Temi decisamente molto complessi... E i rapporto con la Russia?
È sempre più evidente che la Russia conduce una politica estera lineare, chiara e dichiarata, a tutela dei suoi legittimi interessi nazionali. Putin e i vertici russi si sono dimostrati seri, coerenti e affidabili, persino molto equilibrati nel rispondere, con il giusto tono e in maniera sempre proporzionale, alle continue sanzioni e provocazioni di Trump e di una classe dirigente USA schizzofrenica, arrogante e ignorante, e dei vertici UE mai stati così mediocri, servili, ridicoli e corrotti. In tutto questo, il cocainomane Zelensky, ebreo sionista pure lui, è solo un pupazzo corrotto, in evidente stato confusionale, che sta arricchendo se stesso e i suoi gerarchi e oligarchi, sulla pelle del suo povero popolo che vorrebbe solo vivere in pace, e sulle tasche degli italiani impoveriti da bollette e tasse. La Russia è, storicamente e geograficamente, Europa, nostro partner strategico, da un punto di vista energetico e commerciale, ed è una società ancora sana, tradizionale, cristiana e conservatrice, per questo odiata dai progressisti mondialisti arcobaleno.
Ci permetta anche una ultima domanda: cosa ne pensa del Generale Vannacci e del suo partito Futuro Nazionale?
Si tratta di un progetto politico molto ambizioso che seguo, condivido e sostengo, con attenzione e speranza. Il Generale Roberto Vannacci è un vero patriota e un capo carismatico, abile stratega e comunicatore, che ha servito l'Italia in divisa ed ora cerca di farlo, da civile, in politica, ma non è certo la stessa cosa. Dietro di lui vi sono il buon coordinatore Massimiliano Simoni e tre bravi deputati, il resto è un partito tutto da costruire. Serve selezionare subito una solida dirigenza, politicamente capace ed esperta, e poi formare una nuova e giovane classe dirigente. E, in questa fase, bisogna stare molto attenti a infiltrati, provocatori, riciclati e affaristi... Per fortuna, il Generale, ha il pieno sostegno di Gianni Alemanno e del movimento Indipendenza, e anche di diversi amici, esperti e disinteressati, come, ad esempio, il professore cattolico romano Fernando Crociani Baglioni e l'ex assessore lombardo Piergianni Prosperini, che lo possono ben consigliare e aiutare. Vedremo quale sarà l'evoluzione del progetto politico dopo questa prima spontanea, e un po caotica, fase costituente.
NB: Roberto Jonghi Lavarini è laureato in scienze politiche con indirizzo storico internazionale all'università statale di Milano, successivamente ha conseguito master e certificazioni in sociologia, antropologia e geopolitica. È stato dirigente provinciale del MSI a Milano, dirigente regionale di Alleanza Nazionale in Lombardia, segretario cittadino della Fiamma Tricolore, dodici anni consigliere di zona e due presidente di municipio, primo dei non eletti di Fratelli d'Italia alla camera dei deputati nel 2018. Attualmente non ricopre alcuna carica politica ma è noto opinionista radiotelevisivo e relatore a diverse conferenze culturali.