Elly Schlein fa pulizia: il PD rottama i riformisti e si trasferisce nei centri sociali


C’era una volta il Pd riformista. Cattolico. Moderato. Quello dei professori, dei convegni, delle citazioni colte. Fine della favola.
Da almeno due anni tutto è stato archiviato, sigillato e spedito in soffitta. I riformisti oggi nel Pd contano come il due di picche quando regna a bastoni. E al loro posto? L’ex sardina Mattia Santori e un collage politico che va da AVS al Movimento 5 Stelle, passando per slogan, bandiere e piazze ben note.
Persino Emanuele Fiano è finito ai margini. Isolato. Di fatto epurato per non essersi allineato alla nuova moda ortodossia filo-palestinese. Tutto cambia. E i partiti si adeguano.
Elly Schlein ha preso il Pd per mano e l’ha accompagnato direttamente tra le braccia di Giuseppe Conte. L’ex avvocato del popolo oggi scalpita: vuole essere il capo del campo largo e sfidare Giorgia Meloni per Palazzo Chigi.


E i riformisti del PD?

Dispersi. Orfani. Vendicativi. Il paradosso è servito: Elly Schlein è riuscita nell’impresa di resuscitare Matteo Renzi. Da rottamatore è diventato squalo: annusa il sangue e si rimette in moto. Oggi imbarca “usati sicuri”:Clemente Mastella (con famiglia al seguito) ed Enzo Maraio in Campania, Alessandro Onorato a Roma, Stefania Seccardi a Firenze. Nel frattempo si pappa +Europa e una galassia di micropartiti locali.
Obiettivo dichiarato: diventare la quarta gamba del campo largo, quella senza la quale, giura lui, non si vince.
Uno dei nostri informatori a Roma, di quelli ben informati, assicura:“Nei prossimi mesi ne vedrete delle belle. I delusi di Forza Italia, Noi Moderati e Azione sono pronti a saltare sulla scialuppa di salvataggio di Renzi”.
Un altro nostro informatore fa anche altri nomi:Alessandro Cattaneo e Licia Ronzulli di Forza Italia, se la corrente “Occhiuto” non dovesse decollare.Michaela Biancofiore e Michela Vittoria Brambilla da Noi Moderati.L’ex azionista Massimo Vizzardi dalla Lombardia.La deputata Giulia Pastorella.E poi i tre di +Europa: Della Vedova, Magi e Pastorino.Sul tavolo, come sempre, i sempreverdi: Bruno Tabacci e Pier Ferdinando Casini. L’usato che non passa mai di moda.
Resta la domanda che tutti si fanno e che la nostra fonte sussurra:“Ma elettoralmente, quanto vale tutta questa compagnia?” Risposte certe non ce ne sono. Ma i sondaggi riservati parlano chiaro: tra il 3,5 e il 5,5 per cento. Quota raggiungibile soprattutto con le preferenze, dove reti, correnti e pacchetti di voti tornano improvvisamente di moda.Sipario. Per ora.