
Anno nuovo, caos vecchio. Il 2026 si apre col botto e, manco a dirlo, il cerino acceso è sempre in mano alla Lega di Matteo Salvini, ormai più simile a una centrifuga di guai che a un partito. Dal profondo Nord fino al profondo Sud, è tutto un frullare di imbarazzi, fughe e regolamenti di conti.
Partiamo da Lonate Pozzolo
11 mila anime incollate a Malpensa e ora pure a una grana bella tossica: un raduno neonazista organizzato il 15 novembre negli spazi della Pro Loco, venuto a galla solo ora grazie a una rivista tedesca. Il sindaco leghista Elena Carraro giura candore, ma intanto in paese è rissa politica permanente: indignazione, accuse incrociate, porte sbattute.
Sotto traccia, una fonte della maggioranza sibila: “Qui l’amministrazione balla sul filo”. I rapporti con gli alleati sono gelidi da mesi e questa potrebbe essere la goccia che fa saltare il banco. L’accusa serpeggia velenosa: “A maggio a Gallarate c’è stato il Remigration Summit, fortissimamente voluto dal sindaco leghista Andrea Cassani, coordinatore provinciale. E guarda caso, pochi mesi dopo, un raduno neonazi spunta a due passi, nel Comune di una sua pupilla… e nessuno sapeva nulla?”
Eh già: casualità o cortocircuito?
Giù al Sud
La Lega sembra un traghetto che vede i propri passeggeri preferire buttarsi a mare piuttosto che rimanerci sopra. A Salerno e provincia è in corso una migrazione di massa verso Forza Italia: dopo il consigliere regionale Mimì Minella e il deputato Attilio Pierro, anche Elena Gerardo, unica sindaca leghista della zona, prepara le valigie per approdare sotto l’ombrellone azzurro.
Veleni social
E mentre il partito perde pezzi, scoppia un'altra bomba social. A innescarla è la deputata Laura Ravetto, per mesi data in pole position per la presidenza di ARERA, l’Autorità dell’energia. Spoiler: è rimasta con il lanternino in mano. Risultato? Sfogo al vetriolo su Instagram: accusa un “politicante di mestiere da 40 anni” che “ha più potere di me”. Apriti cielo.
Nelle chat leghiste parte il toto-colpevole. Chi è il bersaglio? Tra sussurri e richieste d’anonimato, qualcuno ammette senza troppi giri di parole:“La Ravetto difficilmente sarà rieletta. Sperava in una comoda uscita di scena, ma il piano è saltato”.E sul nome del famigerato “politicante”? Si fanno vari nomi, ma tra i più sussurrati spunta addirittura Giorgia Meloni.
Morale della favola?Tra raduni discutibili, sindaci in fuga e coltellate virtuali, la Lega apre il 2026 come una polveriera pronta a esplodere. E Salvini? Osserva una nave che sta affondando sempre più velocemente. Il problema è che mancano anche le scialuppe di salvataggio.